News

Pensieri sulla tecnica del CLOSLIEU

“Felice come un bambino che dipinge” è il titolo di un libro di Arno Stern e Peter Lindbergh. Il primo è l’ideatore di una pratica rivoluzionaria detta Educazione Creatrice, il secondo il fortunato ed esperto fotografo che ha seguito ed immortalato bambini nell’atto di dipingere.

Tutto il lavoro viene svolto da piccoli gruppi di bambini all’interno di uno spazio studiato e realizzato appositamente da Stern, il CLOSLIEU.  Il Closlieu è una stanza che deve avere determinate caratteristiche, la principale delle quali è la possibilità di attaccare in ogni luogo fogli da disegno cm 50×70 con puntine. Sta al bambino la libera scelta del posizionamento del foglio. Non esiste nessun maestro che dia indicazioni e giudizi sul tema che il bambino vuole disegnare. L’unica figura “adulta” è il practiciens, una sorta di esperto di tecnica pittorica, colui che doterà i bambini delle puntine necessarie per appendere il foglio e aiuterà i più piccoli a farlo, senza minimamente intromettersi nella scelta della disposizione. Il practiciens preparerà anche la tavolozza comune  al centro della stanza e i pennelli di tre misure, ognuno dei quali posto accanto al bicchierino del colore. Al primo incontro l’adulto insegnerà al bambino come utilizzare nella maniera corretta i colori (a tempera) e i pennelli che saranno di ottima qualità. Null’altro. Da qui nasce il gioco del dipingere. I bambini ritrovano la gioia del tracciare segni, di conquistare spazi e, secondo Stain, ripercorrono le tappe evolutive dell’uomo. I segni sono codici universali, affatto prodotti dell’immaginazione infantile, bensì derivati da una necessità organica che si compie secondo delle leggi specifiche, le uniche che permettono di capirli.

Il piacere nasce dalla completa e assoluta libertà di espressione, non è contemplato il disegno più o meno bello perché ogni disegno nasce da un’esigenza di tracciare segni e non dal pensiero di dover comunicare attraverso la produzione grafica un messaggio al di fuori di sé.

“Sereno come un bambino che dipinge…”

Compiuto in un gruppo, l’atto del tracciare  è diverso dal disegno occasionale. Permette di affermarsi in mezzo agli altri senza confrontarsi con loro. Inoltre quando il foglio che riceve la traccia non è considerato come un oggetto che altri devono guardare e giudicare, l’emissione della traccia si libera da ogni speculazione e il bambino conosce la vera serenità”…(cit.pag.7, A.Stern, Felice come un bambino che dipinge).

Sarà che oggi l’obiettivo che si pongono educatori, docenti e genitori è quello di creare individui pensanti, sarà che la libertà di espressione crea uomini liberi, sarà che Arno Stern è quel che si dice un vero Maestro, ma chi si avvicina la Closlieu non ne può che rimanere affascinato.

http://www.closlieu.it/

https://www.facebook.com/closlieu/